ASSUNZIONE BEATA VERGINE MARIA 15 AGOSTO
L'Immacolata Vergine, preservata immune da ogni
colpa originale, finito il corso della sua vita, fu assunta alla
celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina
dell'universo, perché fosse più pienamente conforme al Figlio suo,
Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte'.
(Conc. Vat. II, 'Lumen gentium', 59).
L'Assunta è primizia della Chiesa celeste e segno di consolazione e
di sicura speranza per la chiesa pellegrina. La "dormitio Virginis"
e l'assunzione, in Oriente e in Occidente, sono fra le più antiche
feste mariane. Questa antica testimonianza liturgica fu esplicitata
e solennemente proclamata con la definizione dommatica di Pio XII
nel 1950. (Mess. Rom.)
Maria compare per l'ultima volta negli scritti del Nuovo Testamento
nel primo capitolo degli Atti: Ella è in mezzo agli apostoli, in
orazione nel cenacolo, in attesa della discesa dello Spirito
Santo.
Alla concisione dei testi ispirati, fa riscontro l'abbondanza di
notizie sulla Madonna negli scritti apocrifi, soprattutto il
Protovangelo di Giacomo e la Narrazione di S. Giovanni il teologo
sulla dormizione della santa Madre di Dio.
Il termine "dormizione" è il più antico che si riferisca alla
conclusione della vita terrena di Maria. Questa celebrazione venne
decretata per l'Oriente nel VII secolo con un decreto
dell'imperatore bizantino Maurizio. Nello stesso secolo la festa
della Dormizione viene introdotta anche a Roma da un papa
orientale, Sergio I. Ma trascorse un altro secolo prima che il
termine "dormizione" cedesse il posto a quello più esplicito di
"assunzione".
La definizione dogmatica, pronunciata da Pio XII nel
1950, dichiarando che Maria non dovette attendere, al pari delle
altre creature, la fine dei tempi per fruire anche della redenzione
corporea, ha voluto mettere in rilievo il carattere unico della sua
santificazione personale, poiché il peccato non ha mai offuscato,
neppure per un solo istante, la limpidezza della sua anima.
L'unione definitiva, spirituale e corporea, dell'uomo con il Cristo
glorioso, è la fase finale ed eterna della redenzione. Così i
beati, che già godono della visione beatifica, sono in certo senso
in attesa del compimento della redenzione, che in Maria era già
avvenuta con la singolare grazia della preservazione dal
peccato.
Alla luce di questa dottrina, che ha il suo fondamento nella Sacra
Scrittura, nel cosiddetto "Protoevangelo", contenente il primo
annunzio della salvezza messianica dato da Dio ai nostri
progenitori dopo la colpa, Maria viene presentata come nuova Eva,
strettamente unita al nuovo Adamo, Gesù.
Gesù e Maria sono infatti associati nel dolore e nell'amore per
riparare la colpa dei nostri progenitori. Maria è dunque non solo
madre del Redentore, ma anche sua cooperatrice, a lui strettamente
unita nella lotta e nella decisiva vittoria.
Quest'intima unione richiede che anche Maria trionfi, al pari di
Gesù, non soltanto sul peccato, ma anche sulla morte, i due nemici
del genere umano. E come la redenzione di Cristo ha la sua
conclusione con la risurrezione del corpo, anche la vittoria di
Maria sul peccato, con la Immacolata Concezione, doveva essere
completa con la vittoria sulla morte mediante la glorificazione del
corpo, con l'assunzione, poiché la pienezza della salvezza
cristiana è la partecipazione del corpo alla gloria celeste.